ANGELA
Il ritmo delle cose essenziali
Il Tamburello Festival di Zambrone apre nel silenzio che precede il primo battito. Qui il tempo pulsa. Il tempo respira. Il tempo si allarga e si restringe insieme ai tamburelli, alle lire, ai fischiotti, alle zampogne, agli organetti, alle pipite.
La musica diventa respiro. La danza diventa luce. Ogni gesto è parola, ogni passo è parola, ogni sguardo è parola. Il ritmo chiama. Il ritmo risponde.
Quest’anno il festival porta con sé Angela. Non come ricordo da pronunciare. Angela come corrente invisibile, Angela che attraversa lo spazio, Angela che vibra tra i passi, tra le note, nell’aria stessa.
Angela è nelle foto e le foto brillano, e i sorrisi restano, e le onde di luce si custodiscono. Angela è nei dolci, e il profumo corre tra le note, e le mani si allungano, e la carezza si offre. Angela è negli oggetti d’artigianato, uno a uno, con attenzione, con meraviglia, con amore. Angela è nella scelta dei colori delle magliette, nel ritmo che accompagna ogni gesto, nei corsi di Sonu a ballu, dove ha insegnato passi e ha trasmesso storie, dove ha fatto danzare chi non aveva mai danzato.
Angela è nel suo sorriso, luce che apre il cuore, energia che attraversa, coraggio che si fa calore. Angela è nei nostri cuori, nei gesti che si ripetono, nelle mani che si tendono, nelle risate che accompagnano la danza, nella forza che ci lega, come un’onda che torna e non smette mai di accarezzare la riva.
Il Sonu a ballu si apre come mare che si gonfia e si ritrae. Impetuoso e quieto. Libero e disciplinato. Travolgente e accogliente.
I corpi si avvicinano senza toccarsi. Gli sguardi si intrecciano come fili di luce. Le mani seguono la musica come onde che rincorrono altre onde.
In questo fluire invisibile si sente il ritmo delle cose essenziali, ciò che resta quando tutto il superfluo cade, ciò che è vero, gentile, necessario.
Qui, tra musica e terra, tra mare e luce, tra mani e corpi che danzano, Angela pulsa ancora. Angela pulsa nelle note, nei passi, nel fruscio delle gonne, nel battito dei tamburelli, nell’aria che vibra di gioia, nel desiderio di vivere.
Non è ricordo che pesa. È memoria che respira. È memoria che scorre. È memoria che illumina.
Ogni gesto, ogni passo, ogni sorriso diventa parte di quel ritmo che non conosce fine: il ritmo delle cose essenziali, delicato e profondo come Angela, come il Sonu a ballu, come questa terra che ci accoglie e ci lega.
Benvenuti alla XIX edizione del Tamburello Festival di Zambrone. Lasciatevi prendere dal battito che diventa danza, dalla corrente invisibile che attraversa ogni passo, dalla musica che parla senza parole.
Qui, tra note e onde, tra respiro e movimento, Angela è qui. Presente nella bellezza che continua a nascere. Come un’onda che non smette mai di tornare.
I soci dell’associazione
Centro Studi Umanistici e Scientifici Aramoni