Discorso per i cento anni di Michele Tripodi
Buonasera a tutti ed al signor Michele Tripodi in particolare.
Vorrei esprimere i miei sentimenti e le idee su Michele Tripodi, in occasione di un traguardo così importante. Ma non è semplice. Non lo è perché Michele è un uomo che ha una ricchezza decisamente sproporzionata rispetto alle mie capacità oratorie. E, soprattutto, perché non sempre è possibile tradurre i sentimenti in parole.
Permettetemi di accantonare, per pochi attimi, le vesti istituzionali e di dire qualcosa con spontaneità.
Tutti noi abbiamo dei modelli con i quali relazionarci. Di norma provengono dalla famiglia: il papà, il nonno, la nonna, la mamma, la zia e così via. Poi, ci sono dei modelli che appartengono alla vita pubblica: il politico carismatico, l’amministratore lungimirante, l’imprenditore avveduto, la professoressa dell’università etc, etc. Poi ci sono i modelli storici o letterari. E chi non vorrebbe assomigliare all’eroe prediletto di un romanzo di Balzac? Personalmente, vorrei essere come Gioacchino Murat…
Poi, siccome conosco molto bene questa Comunità, vorrei tanto prendere qualcosa delle persone che ho conosciuto, frequentato e amato; molti di loro non ci sono più, altri, sono qui con noi questa sera. Se c’è una persona alla quale vorrei assomigliare, quella persona è Michele Tripodi. Perché? Per le sue qualità umane eccezionali e non solo.
Michele Tripodi ha personificato, al meglio, i valori della comunità di Daffinà che poi, sono i valori alti di una Calabria antica con lo sguardo proteso al futuro, di una Calabria tenace che non rinuncia alle sfide della modernità, di una Calabria radicata al territorio che sa mantenere alto il senso della lungimiranza.
Michele Tripodi è un cittadino di questo Comune che ha avuto un destino unico. Perché si è cresciuto dopo le macerie della Prima Guerra Mondiale, ha conosciuto in gioventù lo smarrimento della fase successiva al secondo conflitto mondiale, l’emigrazione massiccia degli anni Cinquanta, il boom degli anni Sessanta e via via tutte le vicende storiche fino all’era di internet e dell’Intelligenza Artificiale. Ma Egli non è stato un testimone passivo. Piuttosto ha interpretato il ruolo di cittadino con piglio energico e senza lasciarsi travolgere dalle mode o dalla banalità. Mai da parte sua ho registrato malanimo o negatività. Al contrario, speranza e positività, senso profondo del rispetto umano e accettazione dei limiti insiti nell’agire di ogni persona o istituzione pubblica.
Michele Tripodi ha avuto un osservatorio a lungo privilegiato. La sua “bottega” di generi alimentari. Riferimento tangibile e concreto nella storia delle famiglie di Daffinà.
Michele Tripodi ha una sapienza che gli deriva dagli anni, ma anche da una vita perennemente vissuta con equilibrio e tatto. Sì, un vero e proprio signore d’altri tempi. Ecco cosa mi ha colpito sempre di lui. Il garbo, la misura nel giudizio, il senso del rispetto umano e istituzionale. Parlavo prima di modelli. Oggi, c’è davvero bisogno di modelli come quello dato dalla sua longeva esistenza.
Michele Tripodi è un signore distinto. Lo è sempre stato. Un uomo che misura le parole prima di pronunciarle e che si esprime persino coi suoi silenzi. E in questo, mi ricorda tanto mio padre… Ma Egli si esprime anche con il sorriso, con lo sguardo profondo di chi ama la vita, il pensiero e ogni stagione della vita. Quanto c’è da imparare da lui in questo atteggiamento?
Michele Tripodi, uomo vero, riferimento sicuro e reale. Quanto c’è bisogno del suo modello in un’epoca che predilige le realtà virtuali ai fatti e a quel senso dell’umanità che è l’unico argine a un uso distorto della tecnologia.
Michele Tripodi è stato un dirigente politico. Saldamente collegato ai valori cattolici ha aderito alla Democrazia Cristiana sin da giovane. Dirigente capace, avveduto, abilissimo ha saputo creare con la gente un rapporto improntato al dialogo che non si è mai affievolito. Bello, il suo modo di fare politica. Esemplare! Difesa convinta dei propri valori, senza demonizzazione degli avversari coi quali, invece, manteneva costantemente, un dialogo sincero e costante e rapporti amichevoli che anteponeva ad ogni cosa.
Da sindaco, permettetemi di ricordare che Michele Tripodi è anche stato amministratore comunale. Per la precisione, dal 1960 al 1964 ricoprendo il ruolo di consigliere comunale. Fu proprio in questo mandato, sotto l’impulso decisivo di Michele Tripodi che Daffinà ottenne un risultato straordinario. Con decisione del 30 Novembre 1963 veniva stanziata la somma di £.60.000, per l’epoca importo rilevante, al fine di procedere alla canalizzazione delle acque piovane di Daffinà. E permettetemi una nota personale. Grazie alla decisione del 2 Novembre 1964 la giunta disponeva la nomina di un applicato in esperimento che si chiamava Salvatore L’Andolina…
Michele Tripodi ha avuto una visione della vita orientata dalla sua fede cristiana ed ha creduto, fortemente, nella sua famiglia. Come non ricordare, oggi, la sua amata Carmela? È notorio che dietro un grande uomo (e Michele lo è) ci sia sempre una grande donna… E i suoi cari figli, Rosa (che mi ricorda, col suo sorriso sornione, di avermi cullato e probabilmente cambiato qualche pannolino…) e Pino. E poi i nipoti che adorano un nonno così dolce e giudizioso, dotato di un cuore tenero e di un senso della comprensione che supera i confini dell’ordinarietà.
Michele Tripodi è un uomo che vive la vita ed ha la curiosità nel suo dna. Ogni tanto vado a trovarlo. Vuole essere aggiornato sulla vita amministrativa. Prima mi chiede una panoramica generale. Poi, un riscontro preciso su quanto sia stato programmato per Daffinà. Negli ultimi anni mi ha chiesto con insistenza caparbia, di parlargli delle vicende della scuola di Daffinà. Ho promesso a lui (ed a tutta la comunità di Daffinà) che la scuola sarebbe stata ristrutturata e avrebbe riaperto. I lavori sono terminati ed il collaudo è stato eseguito. La promessa, caro Michele e cari amici di Daffinà è stata mantenuta. A giorni, la scuola verrà riconsegnata all’Istituto Comprensivo “Don Mottola” in modo tale che a settembre possa riaprire.
Michele Tripodi tempo fa mi ha invitato nella sua campagna. Ci sono andato. Mi ha chiesto se volessi soggiornare (con un camper o una roulotte) in quello spazio. Una proposta che non ho più l’età per potere accettare. Ma ho apprezzato la sua generosità, quel desiderio di farmi apprezzare la bellezza della natura, la sua quiete e la necessità del ristoro dell’animo. Quanto nobiltà e quanta sensibilità c’è in questa offerta?
Grazie di tutto signor Michele Tripodi, per il Suo esempio di uomo probo e leale e di riferimento sociale che ha saputo costruire sulla buona vita un edificio privato e pubblico di umanità, bello, luminoso e duraturo.
Tanti auguri. - Daffinà, 10 Agosto 2024
Il sindaco
Corrado L’Andolina