STATUE, MONUMENTI, STELE E QUADRI BRONZEI
Nel Comune di Zambrone sono presenti tante statue e monumenti. Un patrimonio artistico, laico e religioso che merita attenzione.
Nel computo sono comprese quelle presenti nelle piazze o su pubbliche vie ed escluse le statue inserite all’interno degli edifici religiosi.
Ecco i numeri:
-N. 12 statue votive d’ispirazione religiosa
-N. 9 statue, stele, quadri bronzei e monumenti civili
-N. 18 statue del Museo a cielo aperto Calabria al femminile
-N. 39 totale di statue e monumenti
1) Madre che sorregge figlio
Zambrone e le sue frazioni come tanti altri paesi, ha contribuito con il sangue dei cittadini e con tanto innocente dolore, alla realizzazione di un sogno: quello di un'Italia libera e democratica. Gente semplice e umile, persone di ogni ceto sociale, giovani con un futuro da vivere, si sono immolati per le future generazioni. Il paese di Zambrone non ha dimenticato e per non dimenticare, per testimoniare, per commemorare e onorare i suoi eroi, nel 1988 l’amministrazione comunale pro tempore, retta dal sindaco Salvatore L’Andolina, ha voluto erigere monumento in memoria, in piazza San Carlo. Una toccante figura di donna, una madre, sorregge un giovane soldato accasciato.
È il dramma della guerra, il dolore di un popolo che si incarna nel dolore di madre e simboleggia quello dell’umanità. E' un richiamo alla Pietà, alla Vergine Santissima straziata dal dolore col Cristo in grembo.
La Madonna era una donna del popolo, una donna semplice ed umile, come la donna del monumento. I suoi abiti ci riportano alla dimensione contadina del popolo di Zambrone e la madre stessa assurge a simbolo del paese che piange i suoi figli. Il giovane soldato è come Cristo della Pietà, immolato per l'umanità, vittima innocente sacrificata all'arroganza e alla violenza degli uomini.
L’opera è nata dalle mani dello scultore calabrese Michele Zappino. Ai piedi del monumento, una lastra di marmo riporta i nomi dei caduti delle due guerre, un triste e lungo elenco preceduto dai versi di una bellissima e significativa poesia (“Altro sogno”) del poeta spagnolo Federico Garcia Lorca:
Quanti figli ha la morte ?
Stanno tutti nel mio petto !
Una rondinella viene da tanto lontano.
2) Gioacchino Murat sul cavallo rampante
Il monumento posizionato nella centrale Piazza VIII Marzo, innanzi al palazzo municipale, è stato realizzato, a seguito di un concorso per idee, dallo scultore Antonio La Gamba.
L’opera è stata presentata definitivamente alla cittadinanza il 4 maggio 2019 nel corso di una solenne celebrazione che ha registrato anche il gemellaggio col Comune di Ateleta. Il monumento celebra l’istituzione municipale del Comune di Zambrone, vergata da re Gioacchino Murat con Decreto Regio n. 922/1811 del 4 maggio 1811.
L’autonomia giunse dopo le aspre rivolte del 1647-1648, del 1712 e del 1722 contro il sistema feudale che aveva nella cittadina di Tropea il suo fulcro locale.
La statua dedicata a Gioacchino Murat celebra la nostra storia, il senso dell’appartenenza, l’amore per le radici, il rispetto per l’identità locale e, in modo particolare, la nascita della municipalità che è un evento che cambia il destino di tutti: comunità e territorio
“Gioacchino Murat sul cavallo rampante”. È una statua unica nel suo genere. Non esiste alcuna scultura che rappresenti il regnante a cavallo. Eppure, a ben pensarci, Gioacchino Murat fu un formidabile cavalleggero. A giudizio di molti storici, il migliore di sempre insieme ad Alessandro Magno. È una statua di dimensioni imponenti: è alta circa 3,80 metri e pesa circa 12 quintali. Ed è stata realizzata con un materiale brevettato negli anni Ottanta, l’acciaio corten.
Trattasi di un’opera plastica e moderna allo stesso tempo. Ma a ben pensarci, quest’opera non è soltanto la raffigurazione di un grande re. È soprattutto il monumento alla storia municipale di Zambrone.
La statua immortala il re francese che cavalca un cavallo sollevato sulle zampe posteriori e imbraccia la sua spada puntata verso il cielo in segno di fierezza.
La statua, cavallo e condottiero, è realizzata in doppia lamiera di acciaio “corten” di 4 mm. Tamburata a vario spessore per dare volume all’opera, utilizzando al suo interno una struttura in profili di ferro, di diverse sezioni saldate fra loro.
Le due figure sono attraversate al loro interno da una ramificazione di profili HEA ai quali è affidata la funzione di struttura portante il peso del monumento e, nel contempo, quella di resistere alla forza del vento.
3) Tutti i libri del mondo
Trattasi di un’opera posizionata all’interno della fontana di Piazza 8 Marzo di Zambrone. Realizzata nel 2019, in ferro, dallo scultore Antonio La Gamba è un omaggio alla cultura e, in modo particolare ai libri. Se si leggono con attenzione le lettere del cubo, si troverà la scritta: Zambrone#
4) Stele letteraria
Realizzata nel 2020 dallo scultore Antonio La Gamba essa intende celebrare la Calabria letteraria attraverso l’omaggio a tre grandi scrittori: Corrado Alvaro, Giovanna Gullì, Saverio Strati. È posizionata nella centrale Piazza 8 marzo di Zambrone.
5) Il canto del pettirosso
“Il canto del pettirosso” è il titolo dell’opera monumentale situata a Zambrone, in Piazza 8 Marzo, inaugurata l’8 agosto 2021 e dedicata alla memoria dei caduti sul lavoro del Comune.
La statua, realizzata in acciaio e collocata su una base in pietra granitica, richiama simbolicamente il radicamento fisico e morale alla propria terra, evocando la solidità dei valori e delle vite spezzate che intende commemorare.
L’opera nasce con l’intento di custodire la memoria delle cosiddette “morti bianche” zambronesi, rendendo omaggio ai lavoratori che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio dovere.
Elemento centrale della composizione è l’ascensione di un volo di colombe, che si innalza verso il cielo come metafora delle anime dei lavoratori scomparsi, suggerendo un passaggio dalla dimensione terrena a quella spirituale e affidando al cielo il loro ricordo.
Sul retro, una piccola scultura raffigura un pettirosso caduto, simbolo delicato e struggente della fragilità della vita e del sacrificio silenzioso. Accanto, una targa reca incisi i nomi dei caduti sul lavoro, a perpetuarne la memoria nella coscienza collettiva.
La scultura è stata realizzata in acciaio dallo scultore Antonio La Gamba.
6-8) Le statue dell’Immacolata Concezione, di San Carlo Borromeo e di Gesù
Trattasi di un trittico posizionato sopra la chiesa parrocchiale dedicata al santo di Arona. Esse sono state posizionate in seguito al restauro della chiesetta completato nel 2022. Eseguite dallo scultore Pietro Colloca in resina pesante si caratterizzano per la gradevolezza delle forme e del colore.
9) Madonna di Lourdes
È un’opera di devozione religiosa posizionata a fianco a un salice piangente nel Largo San Francesco di Paola del capoluogo. È una riproduzione con calco dell’originale in vetroresina che sta nel convento di Paola.
10-11-12) Gesù in Croce, la Madonna e San Giovanni
Ogni paese, ogni borgo di Calabria ha il suo "Calvario", situato in genere poco al di fuori del centro abitato, a ricordo della posizione del Golgota rispetto alla città di Gerusalemme. Molti di essi sono stati gravemente alterati da incauti "restauri" e "abbellimenti", eseguiti, pur con intenzioni lodevoli, per iniziativa spontanea dei cittadini, magari con l'aiuto finanziario di qualche benefattore (spesso emigrante, che così ha inteso compiere un gesto di amore verso il proprio paese insieme ad un atto di fede). Trattandosi di edilizia "minore", tutto si è compiuto senza che nessuno intervenisse per salvare dallo scempio tanti piccoli capolavori di arte popolare.
Paradossalmente, si sono salvati i "Calvari" che non hanno subito i suddetti "abbellimenti" e "restauri", ma molti di essi rischiano la demolizione o l'irreparabile alterazione.
Il vecchio Calvario di Zambrone s’inquadra in questa cornice storica ed architettonica.
Realizzato presumibilmente negli anni Cinquanta, attualmente registra la presenza di tre statue: Gesù in Croce, la Madonna e San Giovanni. Opere bronzee realizzate dal maestro Michele Zappino.
13) Padre Pio
L’opera d’ispirazione religiosa si trova a Zambrone, nei pressi di Via A. De Gasperi. Essa, realizzata dallo scultore Michele Zappino, è stata inaugurata il 16 Maggio 2004 dopo una raccolta fondi fra i fedeli del posto.
14) San Francesco di Paola
La statua dedicata a San Francesco di Paola è posizionata nel centro abitato della frazione San Giovanni ed è stata donata da un privato cittadino del posto.
L’opera è stata posta a dimora il 2 Aprile 2014.
Trattasi di una scultura bronzea a tutto tondo realizzata dall’artista Michele Zappino.
15) Seminatore
È una statua bronzea situata a San Giovanni, realizzata nel 1988 dal maestro Michele Zappino di Zungri. L'opera, che simboleggia la civiltà rurale e l'operosità contadina del luogo, è parte di un gruppo di sculture del maestro, che include anche Madre che sorregge figlio, Emigrante e Vendemmia.
Ai piedi della statua vi è anche la lapide commemorativa riportante i caduti delle due guerre della frazione San Giovanni.
16) Madonna con Gesù deposto dalla Croce
L’opera è incastonata nel Calvario della frazione Daffinà a ridosso del centro abitato.
17) Madonna
L’opera si trova sulla strada Daffinà-Zambrone, a ridosso del centro abitato di Daffinà ed è incastonata in un panorama naturalistico bellissimo. Sullo sfondo un tratto della Costa degli dei mozzafiato. La sua devozione è continuamente alimentata dalla fede dei credenti del luogo.
18) Emigrante
“Emigrante”, questo il nome della statua posizionata al centro del paese. Un omaggio a quanti sono stati costretti a lasciare il paese natio per costruirsi un futuro dignitoso e assicurare prosperità alla propria famiglia.
La statua venne realizzata in bronzo dal maestro Michele Zappino di Zungri e fu apposta nel 1988.
Ai piedi della statua vi è anche la lapide commemorativa riportante i caduti delle due guerre della frazione Daffinà.
19) San Pio da Pietralcina
L’opera in bronzo, posizionata nell’Ottobre 2022 tra Daffinà e Daffinacello, è stata realizzata da un privato cittadino ed è circondata da uno spazio verde ricavato in adiacenza alla Strada Provinciale n. 83.
20) Vendemmia
Quadro bronzeo realizzato dal maestro Michele Zappino nel 1988 è posizionato all’interno della villetta comunale della frazione Daffinacello. Esso celebra uno dei momenti essenziali della vita campestre, così saldamente ancorato nella storia e nella memoria dei luoghi.
Una lapide commemorativa riporta i nomi decaduti delle due guerre della frazione Daffinacello.
21) Marittimi
La vicenda degli imbarcati di Daffinacello è storia di emigrazione sia pure anomala, considerate le modalità e peculiarità decisamente differenti rispetto a quelle tradizionali. Tali lavoratori, infatti, alternarono lunghi periodi di navigazione ad altri di dimora presso la propria abitazione che rimase ancorata al paese d’origine. Almeno quaranta gli uomini coinvolti in tale esperienza su una popolazione di circa cinquanta famiglie. Insomma, numeri di rilievo per una comunità così piccola. D’altronde, la campagna non offriva più le sicurezze di un tempo e questa via fu l’unica per sfuggire alla morsa della disoccupazione. Tale spaccato di storia meritava, pertanto, di essere immortalato mediante un’opera scultorea che immortali lo spirito di sacrificio di tanti Daffinacellesi che per assicurare un dignitoso futuro alle loro famiglie non hanno esitato a inventarsi un lavoro nuovo, fatto di abnegazione e sacrifici.
L’opera in acciaio è stata realizzata nel 2021 per volere dell’amministrazione comunale ed è stata eseguita dallo scultore Antonio La Gamba.