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Democede
- medico di Crotone
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Erodoto,
nel terzo libro delle Storie, descrive Deomocede come il: "Medico più
abile nella sua arte a quei tempi".
Di questo medico non si sa molto, se non che, per i continui attriti con il
padre Callifonte, altro illustre medico, se ne andò da Crotone.
Egli venne chiamato ad esercitare la sua professione anche presso la potente
Corte del re di Persia Dario, che, slogatosi una caviglia cadendo da cavallo,
non riusciva a dormire dal dolore.
Democede guarì il re di Persia e, successivamente, anche la di lui moglie
(afflitta da altri malanni) e per questo ottenne, per le sue prestazioni, una
grande casa a Susa, un posto fisso alla tavola del re e tanto oro.
Divenuto ricco grazie alla sua abilità medica, Democede fuggì
dalla Persia con uno stratagemma e fece ritorno a Crotone, dove, immediatamente,
sposò una figlia di Milone (a giudizio di Erodoto per ottenere la definitiva
liberazione del re Dario di Persia) entrando, di fatto, nella casta aristocratica
dei pitagorici, ma questo gli costò caro, perché il suo nome finì
nella lista nera, entrando di fatto nella lista nera redatta da Cilone nella
rivolta contro il gruppo pitagorico che a quell'epoca governava a Crotone.
Costretto a fuggire nuovamente da Crotone, come tutti i pitagorici del resto,
Democede cercò rifuggio a Platea, nei pressi della sua città natìa,
ma qui fu ucciso da un certo Democrate, che si guadagnò così la
taglia posta su tutti i Pitagorici.