Anassilao - Tiranno di Reggio

Il primo importante tentativo di ricondurre ad unità politica la città di Reggio con quella di Zancle (ossia, l'attuale Messina) fu realizzato proprio da Anassilao.
Con Anassilao Reggio conosce il maggiore periodo di potenza politica e militare.
Il suo nome figura tra i vincitori dei giochi olimpici e, come tale, celebrato in un epinicio di Simonide di Ceo.
Il tiranno reggino avrebbe trionfato nella corsa di bighe trascinate da mule (scena poi riprodotta su un lato delle monete di Messana, città greca patria di Anassilao).
Anassilao prese il potere nel 494 a.C. dopo avere rovesciato, militarmente, l'oligarchia che dominava la colonia, approfittando, probabilmente, delle lacerazioni presenti al suo interno.
Sentendosi, inoltre, minacciati da Ippocrate, tiranno di Gela che si era impadronito di Zancle, i reggini guardarono ad Anassilao come l'unico capace di controllare una situazione difficile, sia politicamente che militarmente.
Dopo la morte di Ippocrate, Anassilao decise di conquistare Zancle.
Nel 491 a.C. passato lo stretto con il suo esercito e spalleggiato da un consistente gruppo di messeni, riuscì a scacciare i samii ed ad impadronirsi della città che ribattezzò, in onore alla sua città natale, MESSANA.
Quasi contemporaneamente, Anassilao attaccò anche Locri, infrangendo una vecchia alleanza che aveva portato alla comune vittoria contro Crotone nella celebre battaglia della Sagra (580 a.C.).
I Locresi, pertanto, strinsero una significativa alleanza con Siracusa.
A questo punto, Anassilao chiese aiuto ai Cartaginesi di Amilcare, e si preparava con massicci sforzi bellici da entrambe le parti, uno scontro risolutore fra la coalizione calcidese-punica e quella dorica di Agrigento-Siracusa-Locri. Ma mentre le forze di quest'ultima erano già pronte all'attacco al momento dello sbarco delle ingenti forze cartaginesi ad Imera, quelle di Anassilao non fecero in tempo ad aggregarsi a quelle puniche per l'estrema tempestività dell'attacco di Gelone al campo Cartaginese.