La Repubblica Partenopea

Anche a Napoli era tempo di cambiamenti. L'abate Jerocades a Parghelia, Giovanni Labonia a Rossano, Francesco Valitutti a Paola, Giuseppe Logoteta a Reggio Calabria e altri intellettuali, sparsi per tutta la regione, sposarono le cause della massoneria e dei tempi nuovi. Ma le vicende incalzavano. A Parigi Napoleone conquistava il potere: la Rivoluzione diventava europea. Arrivò in Italia in generale Championnet, che indusse Ferdinando IV a rifugiarsi in Sicilia.
A Napoli fu proclamata la Repubblica il 22 gennaio 1799 a Castel S. Elmo. Il giorno successivo le truppe francesi entrarono a Napoli, dopo combattimenti sanguinosi. La Repubblica Partenopea ebbe vita breve, neanche sei mesi.

Il giorno dell'insediamento alla Corte di Palermo, il 25 gennaio 1799, Ferdinando IV nominò Generale del Regno il cardinale calabrese Fabrizio Ruffo, che già nel 1791 lo stesso sovrano aveva incaricato di sovrintendere alla colonia agricola di S. Leucio. L'8 febbraio, con sei persone, il cardinale sbarcò sulle coste calabresi, nei territori che erano feudo della sua famiglia, sventolando quella bandiera bianca che sarà destinata a diventare il vessillo delle Armate della santa Fede. Ruffo invitò le popolazioni ad insorgere in nome della religione e del re. I parroci fecero suonare le campane, la sollevazione diventò popolare, incontenibile. Nel giro di pochi giorni furono più di quattromila. Passò per Palmi, da dove indirizzò un proclama Ai bravi e coraggiosi calabresi, quindi fu a Monteleone, Pizzo e poi a Catanzaro. Nel frattempo Crotone, che aveva fatto la scelta repubblicana, fu occupata e saccheggiata dal brigante Panzanera. Questo episodio ebbe effetti devastanti per il Cardinale, il cui esercito si sbandò. Dovette cominciare tutto da capo, ma il consenso era ancora fortissimo e in pochi giorni riunì un'altra armata di settemila uomini e mosse verso Corigliano. Nel frattempo, per contribuire alla causa, gli inglesi avevano fatto sbarcare un migliaio di galeotti sulle coste calabresi. Ruffo li assegnò a Nicola Gualtieri detto Panedigrano, un altro brigante, che li utilizzò con ferrea disciplina.

A Cassano ormai l'Armata, fatta d'irregolari, truppe baronali, ex carcerati, cavalieri, artiglieri, era composta di oltre sedicimila uomini. La Calabria aveva risposto alla chiamata del cardinale, che poi, dopo l'assedio e gli eccidi di Altamura, riuscì a conquistare la capitale nel giugno.

Dal 29 giugno 1799 all'11 settembre 1800, furono decapitate o impiccate in Piazza Mercato, a Napoli, alcune delle più belle e nobili intelligenze d'Europa.