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Il secondo periodo Borbonico |
Ferdinando IV ritornato sul suo Regno, lo chiamò delle Due Sicilie, diventò Ferdinando I e promulgò i codici che furono ben presto considerati come i migliori d'Europa. Abolì il diritto del maggiorascato e istituì una nuova provincia, dividendo quella Ulteriore in Prima, con sede a Catanzaro, e Seconda, con Capoluogo Reggio.
Nel 1820 fece fronte al tentativo
di insurrezione che scoppiò a Nola, promosso da due sottoufficiali,
il monteleonese Michele Morelli e Giuseppe Silvati. Per reprimere la sommossa
il re inviò un altro calabrese, il generale Guglielmo Pepe, che invece
di combattere gli insorti si unì a loro e mosse verso Napoli, costringendo
Ferdinando I a concedere una Costituzione e a fare eleggere un'assemblea legislativa,
dove uno degli esponenti di maggior spicco fu il calabrese Giuseppe Poerio.
In soccorso ai borboni vennero gli austriaci che ebbero la meglio su Guglielmo
Pepe. Seguirono gli arresti e i capi rivoltosi furono graziati, tranne Morelli
e Silvati, ai quali toccò la forca.
Nel 1844 ci fu la spedizione dei fratelli Emilio e Attilio Bandiera che, partendo
da Corfù, sbarcarono a Crotone; intercettati dalle autorità
borboniche, vennero fucilati nel vallone di Rovito, presso Cosenza, il 25
luglio 1844.
Il Quarantotto fu un anno memorabile.
Il nuovo re Ferdinando II aveva concesso la Costituzione per poi ritirarla.
I liberali avevano accolto la concessione della Costituzione con grandi speranze,
ma poi, delusi dal mancato cambiamento, affrontarono l'esercito reale nella
battaglia dell'Angitola.
Il 18 aprile del 1835 Ferdinando II decretò l'istituzione di due "Casse
di Prestanze" che rappresentarono il nucleo originario di quella che
diventò, nel 1861 la Cassa di Risparmio di Calabria, che avrebbe svolto
una fondamentale funzione per lo sviluppo della regione.
Durante questo secondo periodo
borbonico si registrarono in tutta la Calabria importanti novità.
Prima di tutto c'era la quasi completa possibilità di esercitare gli
usi civici che consentivano a larghe masse di contadini di utilizzare i vasti
demani della Sila e del Marchesato. La popolazione aumentò notevolmente
tra il 1801 e il 1861, passando dai 750.000 a 1.140.000 abitanti. A Mongiana,
vicino Serra San Bruno, funzionavano le Regie Ferriere con quasi duemila operai.
Secondo alcuni era il più importante polo siderurgico italiano, che
subito dopo l'Unità venne completamente smantellato. Nel 1859, Ferdinando
II moriva. Gli successe il giovane figlio Francesco II. Infuriava la seconda
guerra di indipendenza e per il Regno delle Due Sicilie i tempi volgevano
all'impossibile. Il giglio della dinastia era destinato ad appassire presto.